giovedì 26 dicembre 2013

Vendita di beneficenza in favore della nostra mensa per i poveri

Olga Galeone




Nell'ambito del programma Natale 2013 il giorno 15 dicembre si è svolta una vendita di beneficenza in favore della Mensa dei Poveri sita in Via Cavour a Taranto. Durante la mattinata in Piazza Carmine sono state messe in vendita specialità casalinghe prodotte della consorelle del nostro sodalizio, principalmente dolci, ma non solo. I tanti passanti della domenica che si soffermavano incuriositi al tavolo della confraternita hanno avuto vasta scelta tra creazioni all'uncinetto e ai ferri, bigiotteria, oggettistica religiosa, vini pregiati e tante golosità irresistibili. I più richiesti ovviamente i dolci tipici natalizi della nostra tradizione, struffoli e cartellate.
E' stato anche un motivo per fare informazione riguardo la Mensa, poiché molti tarantini non conoscono ancora questa istituzione, nonostante sia operativa da diversi anni.

Mi piace sottolineare che ad accogliere volentieri l'invito a partecipare alla vendita, oltre le consorelle, sono state le mogli dei confratelli, a dimostrazione che lo spirito carmelitano, il quale ci porta a porre la nostra vita al servizio della Chiesa e dei più bisognosi, non lo viviamo esclusivamente in prima persona ma lo trasferiamo, come è giusto che sia, a chi ci circonda.
Non è stata la prima volta che le consorelle hanno organizzato una vendita di beneficenza, già in passato ci sono stati altri eventi simili, ultimo in ordine di tempo lo scorso maggio, e tutti hanno dato risultati notevoli. Anche a maggio l'importo totale ricavato è stato devoluto alla Mensa dei Poveri perché, come scrisse l'autore britannico Daniele Defoe, "la carità comincia a casa propria". 
E di casa nostra si tratta giacché la Mensa dei Poveri è stata istituita dalla Parrocchia del Carmine e a questa magnifica istituzione nel corso degli anni tanti confratelli e consorelle hanno donato il loro tempo e la loro opera
 
Oggi, ogni giorno all'ora di pranzo, viene servito un pasto caldo a circa 80 ospiti, alcuni dei quali si sono timidamente avvicinati alla postazione della vendita per dirci che senza la mensa non saprebbero cosa mangiare. In seguito alla crisi economica il numero degli indigenti si è moltiplicato; vengono definiti i "nuovi poveri", disoccupati, cassaintegrati, pensionati al minimo, che trovano quel sostegno che lo Stato non riesce a garantire nelle associazioni cristiane e laico-cristiane. Fin dalle origini le confraternite hanno avuto come scopo l'esercizio di opere caritatevoli e la nostra confraternita ha sempre dimostrato una particolare sensibilità verso i bisognosi. Per questo Natale il consiglio di amministrazione ha voluto far sentire forte il sostegno della confraternita agli ospiti della Mensa dei Poveri con la consueta raccolta fondi in occasione del tradizionale scambio di auguri e con la vendita di beneficenza organizzata dalle consorelle. Il nostro augurio è che il cibo offerto dalla mensa possa non soltanto dare sostentamento, ma possa ancor più riscaldare il cuore di chi lo riceve.

martedì 24 dicembre 2013

«Dove Cristo arriva le cose cambiano»

Messaggio di Augurio
nel Giorno del Natale del Signore
dell’Arcivescovo metropolita di Taranto
 
 
 
 Cari Sorelle e Fratelli,
riflettevo in questi giorni su come tanti abbiano descritto questo Natale 2013 come un Natale in tono minore rispetto agli altri passati. I problemi li sappiamo a memoria e nell'ordine giusto.
Consentitemi, però, di farvi un rimprovero paterno. Quest'anno è più Natale degli altri anni. Tante aspettative e accessori vari nei nostri presepi hanno oscurato una protagonista immancabile delle nostre natività. Per il presepe occorrono almeno il Bambino Gesù, la Vergine, San Giuseppe, il bue e l'asinello e… la mangiatoia piena di paglia. Spesso dimentichiamo quest'ultima. Essa è il segno della nostra povertà, delle nostre miserie, soprattutto umane. Miserie che il Signore si china a raccogliere, ad abbracciare e a redimere.
Il mio augurio vi sproni a non nascondere la paglia, a non metterla da parte, a non mimetizzarla sotto le stoffe di un Natale che deve apparire in un certo modo. Sarebbe ipocrisia.  Ma questa mangiatoia è cercata da Dio, è voluta da Dio. Gesù non teme la fragilità degli uomini.
Prego per un Natale diconversione fiduciosa, perché dove arriva Cristo le cose cambiano. Il Signore ha ancora fiducia in noi, ci cerca. Noi, invece, lo cerchiamo?
Sull'invito di Papa Francesco, sollecito la comunità cristiana di Taranto ad essere audace, creativa e coraggiosa per il sostegno di coloro che soffrono. Non c'è sofferenza, sociale, personale, fisica o morale che sia estranea al cuore della Chiesa. Seguendo le strade della Provvidenza che condusse Maria e Giuseppe nella grotta di Betlemme, anche noi, forti solo dell'amore di Dio, portiamo  la Luce del mondo, quella vera, che illumina ogni uomo. Dio ci parla e noi apriamo il cuore per ascoltarlo e per portare la sua voce agli altri.
Voce dei bambini, voce delle donne maltrattate, voce degli ammalati, degli anziani sempre più soli. Papa Francesco nella sua esortazione ci scrive, a cuore aperto: «È indispensabile prestare attenzione per essere vicini a nuove forme di povertà e di fragilità in cuisiamo chiamati a riconoscere Cristo sofferente, anche se questo apparentemente non ci porta vantaggi tangibili e immediati: i senza tetto, i tossicodipendenti, i rifugiati, i popoli indigeni, gli anziani sempre più soli e abbandonati» (cfr. EG 210).
Non vi nascondo che spesso, nella società civile ho notato, con rammarico, tante resistenze al dialogo e al confronto, l'arroccamento irrazionale sui trespoli delle proprie opinioni a discapito del bene comune. Così come constato tanta aggressività a piede libero sui social network, dove si ferisce con leggerezza e non si favorisce il dialogo schietto e fraterno.
Il Natale ci aiuti a non fare capolino all'abbruttimento sociale che non è mai giustificabile per motivi economici. Non penso solo all'inquinamento ambientale e alla disoccupazione, penso anche, con sofferenza, al gioco d'azzardo, alle cosiddette “macchinette” in ogni bar e nei tabacchini, al fenomeno dilagante dell'usura, alla criminalità, al fiorire della prostituzione in ogni angolo come se niente fosse.
Il Signore ci renda pronti all'annuncio del suo Vangelo, dia a noi la possibilità di un nuovo umanesimo, che ci faccia comprendere le ragioni del dialogo oltre ogni individualismo.
Solo la comunione ci tirerà fuori qualsiasi tipo di crisi, ristabilirà il valore delle relazioni, sgominerà la violenza.
Cari fratelli e sorelle, il fatto stesso di sapere con certezza che i tarantini sono nei pensieri e nelle preghiere di papa Francesco, deve farci trasalire di gioia e di grande fiducia. Procediamo senza scoraggiarci perché quel “popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1).
Vi faccio una promessa. Garantisco la gioia a tutti coloro che con cuore sincero, nella NotteSanta, fiduciosi nel perdono del Padre, stenderanno la mano verso il Figlio, il Bambino di Betlemme, e, sotto l'azione dello Spirito di Dio, sentiranno il bisogno di cambiare vita e chiederanno il dono inesauribile della redenzione. Fatelo e incontrerete la felicità vera.
Vi abbraccio uno ad uno

Il vostro                 
+ Don Filippo,           
arcivescovo di Taranto 
 

Tempo di bilanci ..e di auguri.

Salvatore Pace


Vigilia di Natale , sentire in questi giorni il calore della famiglia , degli amici , delle persone che amiamo è naturale.. i profumi, i suoni , l'atmosfera del Natale sono sensazioni senza tempo. 
Senza tempo perchè sono le stesse per i bambini, essenza di queste festività nelle quali si festeggia per noi Cattolici l'Avvento del Bambino per eccellenza, di Colui che salverà tutti noi immolandosi sulla Croce , ma sono le stesse per noi adulti che, inevitabilmente in questi giorni siamo portati a pensare al passato, quando da bambini eravamo noi ad essere sorpresi dalle luci, da un regalo inspettato, dalla magia del presepe e dal bacio alla statuina di Gesù Bambino nella notte di Natale.

Il Natale , giungendo alla fine dell'anno solare, è però , per tutti noi tempo di bilanci, bilancio familiare , ahimè oramai nota dolente in questi tempi tormentati da una crisi senza precedenti, bilancio aziendale per chi deve tirare le somme dell'andamento della propria impresa e ..perchè no..bilancio Confraternale, che non è soltanto il lavoro del nostro Cassiere e del Collegio dei revisori dei conti, fatto meramente di numeri, ma è anche il bilancio delle attività che hanno visto impegnato il nostro Sodalizio e che ci hanno visti stretti, sempre più uniti e sempre più cementati dall'Amore e dalla Devozione verso la nostra Titolare e il Suo Scapolare. 
E' stato un anno decisamente intenso, che a febbraio è stato scosso, durante i preparativi frenetici dei Riti Pasquali, dalle decisioni del Nostro Arcivescovo Mons. Santoro, che , evidentemente, alla luce della sua breve permanenza nella nostra città, ha sentito il bisogno di capire e di confrontarsi con noi e con la città stessa sulle modalità di organizzazione dei Riti stessi , anno che però si è chiuso con la gioia di vedere le Nostre Cose immutate e con la gioia di capire che il nostro Pastore ha compreso l'amore che tutti noi nutriamo verso le tradizioni secolari del Triduo Pasquale.

Il 2013 ha visto l'organizzazione della tradizionale "Gara" per l'aggiudicazione dei simboli per la prima volta in un luogo storico , quanto simbolico, infatti , l'ex chiesetta sita oggi nel polo universitario di Via Duomo è a due passi da lì dove tutto ebbe inizio, da quel palazzo Calò da dove, oramai 250 anni fa, quasi, le statue del Cristo Morto e dell'Addolorata mossero , per donazione di Don Francesco Antonio Calò, verso la nostra Chiesa, dove avrebbero trovato ospitalità e dove sarebbero diventate, nei secoli, cuore della processione dei Sacri Misteri. 
Durante la Settimana della fede, a ridosso della Settimana Santa , dopo molti anni è stato portato in processione il Crocifisso miracoloso custodito nell'omonima chiesa dai Padri Carmelitani , la nostra Confraternita con alcuni rappresentanti ha partecipato attivamente alla processione stessa  e una squadra composta da 12 confratelli in abito di Rito e a piedi scalzi ha retto sulle spalle il miracoloso simulacro riportandolo "a casa" tra una folla strabocchevole di fedeli che per tutto il percorso si è assiepata per le strade della nostra città.

Altro appuntamento importante è stato il raduno delle Confraternite da Papa Francesco il 5 maggio , occasione per "conoscere" da vicino il nuovo Pontefice e per dimostrare, come di consueto, il decoro del nostro sodalizio presente con un'ordinata e nutrita rappresentanza guidata dal nostro Priore e dal nostro Padre Spirituale.
La festa della nostra Titolare è stata, come di consueto, caratterizzata dall'aggregazione di numerosi novizi e novizie che con il cuore devoto alla Vergine del Carmelo si sono avvicinati attraverso un percorso lungo un anno al nostro Sodalizio , coronando il sogno, con l'imposizione dello Scapolare . Confratelli e Consorelle , i novizi, sempre numerosi e sempre presenti in ogni evento religioso organizzato dalla Confraternita, a loro , va, una menzione e un plauso speciale.
Momenti "salienti" , questi, della vita Confraternale in questo anno che volge al termine , ma tante, veramente tante, sono state le occasioni in cui la nostra Chiesa , i nostri Saloni , la nostra "casa confraternita" ci hanno visto insieme , trepidanti , festanti, emozionati sempre come il primo giorno, graz"sumana sanda", il torneo di calcio a otto e innumerevoli altri.
ie al nostro lungimirante Consiglio di Amministrazione che ha ridato vita alle nostre stanze, grazie al nostro Padre Spirituale che tante volte è stata guida , anche nei momenti più tormentati, con le sue sagge parole e con il suo essere "fratello tra fratelli" . Mi piace qui ricordare una serie di altri appuntamenti dell'anno, quali le assemblee numerose e occasione di confronto, i giovedì sera con l'omaggio al Cristo Morto, appuntamento importante e , oramai radicato, che ci accompagna durante l'anno, la festa per gli auguri di Natale, gli appuntamenti del mercoledì di Quaresima con gli aneddoti di

Ultimo ma non per ultimo, però,  vorrei fare un augurio a queste nostre creature, che hanno preso vita in questo 2013, al sito web e , in particolare, al "nazzecanne nazzecanne" che sono stati , veramente, il regalo che il Priore e il Padre Spirituale , hanno voluto fare a tutti noi, ecco, che diventino per tutti noi il veicolo di condivisione e di unità confraternale, quell'unità di cui abbiamo bisogno sempre e sempre in maniera maggiore per accrescere la forza "buona" che tutti noi insieme riusciamo a sprigionare, quell'energia positiva che un Sodalizio come il nostro può portare al di fuori dei nostri saloni , fuori dalla nostra Chiesa per farci conoscere, per farci apprezzare e per dimostrarci sempre più DECORO DEL CARMELO !
Auguri sorelle e fratelli miei !

domenica 22 dicembre 2013

Il concerto di Natale al Carmine: trent’anni di musica

Olga Galeone
dal Corriere del Giorno del 20/12/2013


Sono trent’anni ormai che si rinnova l’appuntamento con il concerto natalizio nella Chiesa del Carmine. L’allora parroco e Padre Spirituale della Confraternita, don Marco Morrone, propose all’instancabile prof.ssa Anna D’Andria di organizzare un piccolo evento musicale nei giorni immediatamente precedenti il Natale, per festeggiare la ricorrenza. Per quanto ammirasse Anna, probabilmente non pensava sarebbe stata in grado di far interpretare a dei non professionisti brani polifonici impegnativi come l'Hallelujah dall'oratorio Messiah di Georg Friedrich Händel, che è diventato poi parte del repertorio del coro e forse suo cavallo di battaglia. E così ebbe inizio una tradizione, diventata ben presto un atteso appuntamento per la comunità della Confraternita e della Parrocchia, mentre, negli anni si succedevano da allora tre Padri Spirituali – due di loro anche Commissari Arcivescovili della Confraternita – e quattro Priori. L’appuntamento musicale natalizio non è mai venuto meno, quando sotto forma di oratorio, quando di concerto vero e proprio, protagonisti sempre il Coro e l’orchestra del Monte Carmelo. 

Quando si esibì in quel primo concerto, il coro Monte Carmelo era già una realtà ben conosciuta e affermata. Era stato fondato infatti dalla stessa Anna D'Andria in occasione della Quaresima del 1976, sostenuta dall'allora parroco della Chiesa del Carmine e Padre Spirituale della Confraternita, il compianto mons. Luigi Liuzzi, per eseguire le celebri stazioni della Via Crucis del padre Serafino Marinosci. La Prof. D'Andria è diplomata in violino, ha studiato viola, pianoforte e canto ed ha conseguito il compimento medio della scuola di composizione. Con grande pazienza e tanta maestria, la Prof. D'Andria ha insegnato a cantare ai coristi, per la maggior parte non professionisti, che si sono susseguiti nel corso degli anni. Ancora oggi fanno parte del coro Monte Carmelo cantori della formazione originale del 1976, tra i quali la solista Carmen D'Andria. Discorso ben diverso per l’orchestra, costituita tutta da maestri conosciuti e affermati e da promettenti allievi. Alcuni dei maestri di oggi sono ancora quelli della primitiva formazione, allora alunni della stessa Anna D’Andria.

Il repertorio si è arricchito nel corso degli anni, sia di pezzi classici sia di canti della tradizione natalizia. Così, accanto a pezzi di Vivaldi, Benedetto Marcello, Rossini, Verdi, Haendel, Mascagni, trovano posto canti tradizionali come Astro del ciel, Adeste Fideles, le pastorali di S. Alfonso M. de Liguori, e quelle della tradizione tarantina; e trovano posto composizioni moderne entrate ormai nella memoria collettiva, come il White Christmas di Berlin, o come tanti pezzi di don Marco Frisina.


Dal concerto dello scorso 18 dicembre:
Cantique de Noël 
Musica: Adolphe-Charles Adam (1803-1856)
Words: Placide Cappeau (1808-1877)


sabato 21 dicembre 2013

Le note della gioia: il concerto di Natale nella Chiesa del Carmine.

Chiesa del Carmine
18 dicembre 2013

Antonello Battista

In una gremitissima Chiesa del Carmine in una festosa atmosfera natalizia, alla presenza del priore cav. Antonello Papalia e del padre spirituale mons. Marco Gerardo, si è tenuto lo scorso 18 Dicembre il tradizionale concerto di Natale voluto dalla nostra Arciconfraternita ed eseguito dal coro “Monte Carmelo” diretto dalla prof. Anna D’Andria. 

Il coro, accompagnato da una piccola orchestra sinfonica, ha interpretato 12 brani del repertorio classico dei canti natalizi; particolarmente apprezzati dal pubblico sono stati i canti: “Adeste Fideles” che ha aperto il concerto, l’adattamento di Marco Frisina de “Fermarono i Cieli” di S. Alfonso Maria De Liguori, l’ “Alleluja” di Händel,  “La Vergine degli Angeli” e il “Magnificat”, questi ultimi due brani preceduti da una piccola riflessione di mons. Marco Gerardo, la prima sulla dolcezza della protezione del manto amoroso della Vergine e il secondo sulla chiamata che Dio fa a tutti noi, sull’esempio del sì di Maria al Suo progetto di infinita misericordia. Il concerto si è concluso con le “note leggere” di “White Christmas” rivisitata in chiave Jazz in un’affascinate giustapposizione della sezione dei fiati dell’orchestra e la tradizionale pastorale tarantina di Battista, per l’occasione eseguita in chiave sinfonica accompagnata dalle parole del popolare testo adattato alla musica. Particolarmente suggestivo infine, è stato vedere la quasi totalità del pubblico presente intonare le parole della pastorale, ognuno dei presenti in quegli attimi trasportato dalla delicatezza delle note, ha sicuramente rispolverato in un cantuccio della memoria le emozioni oramai assopite dell’animo del fanciullo che in occasione del Natale stilla dai nostri cuori la gioia per la venuta del Salvatore. 

I saluti finali sono stati riservati al priore che oltre a ringraziare la prof. D’Andria e tutti i coristi e musicisti, ha colto l’occasione per fare un plauso  alla consolidata unità delle realtà parrocchiali che in occasioni come queste rendono possibile la realizzazione di eventi culturali e liturgici, soprattutto nei periodi “forti” dell’anno come l’Avvento e la Quaresima. Il suo breve discorso è servito inoltre per presentare alcune attività messe in cantiere dalla nostra Arciconfraternita: in primo luogo ha ufficialmente presentato con un pizzico d’orgoglio per la paternità e l’innovazione del progetto, il “Coordinamento per le attività culturali” coordinato dal vice priore Giovanni Schinaia, che curerà il nuovo sito web dell’Arciconfraternita e la rinata testata di “NazzecànneNazzecànne” in questa sua nuova edizione on-line.

Con la creazione di questo “Coordinamento”, così come ha spiegato il priore, si è voluto rendere accessibile e trasparente a tutti il nostro sodalizio e le sue attività sia liturgiche, sia culturali e sia benefiche, per dare una risposta concreta a tutta l’opinione pubblica ed in particolare a quella parte di opinione pubblica che da sempre denigra le nostre attività e la nostra storia e si fa voce di ogni sorta di maldicenza sulla nostra integrità e correttezza, inoltre questo organo di divulgazione sarà utile a far comprendere a tutti che dietro il benemerito titolo della nostra Arciconfraternita ci sono uomini e donne, confratelli e consorelle animati dal fervore cristiano per il culto della. B.V Maria del Monte Carmelo, nostra titolare, e per le  secolari tradizioni della nostra sofferente città; uomini e donne fedeli e che devotamente aderiscono al Vangelo ed alla sequela di Nostro Signore Gesù Cristo. 
A proposito dell’intento culturale di questa nuova realtà confraternale, il cav. Papalia ha preannunciato in anteprima alcuni impegni culturali del “Coordinamento”, come alcuni speciali che verranno curati nei prossimi mesi, sulla ricerca storica e sulla celebrazione del 250° anniversario della donazione da parte dei Calò al nostro sodalizio delle due statue storiche di Gesù Morto e dell’Addolorata.

Il Priore ha spiegato infine il motivo della scelta dello stemma che ultimamente è utilizzato nei documenti dell’Arciconfraternita, asserendo la maggiore antichità di quest’ultimo su tutti gli altri utilizzati, questo simbolo carmelitano è pertanto quello presente nei fregi presenti in alto a destra e a sinistra nell’abside della chiesa, terminati nel 1901 ma comunque già presenti sin dagli ultimi anni del XIX secolo. 
L’iniziativa come sempre ha avuto un’enorme successo come ha dimostrato la massiccia presenza di pubblico intervenuto.  L’attaccamento dei confratelli e della consorelle, di tutti i parrocchiani e non solo per le attività proposte dalla nostra Arciconfraternita ed in particolare per questa del tradizionale concerto natalizio, è il segno tangibile di come il canto sia innanzitutto strumento di preghiera, che affascina con le soavi note e che in occasione del Natale addolciscono l’anima e inteneriscono il cuore per far spazio alla speranza e alla gioia per un Dio che si fa uomo e viene a dimorare tra noi.

venerdì 20 dicembre 2013

Centenario dell'effige della Titolare della Confraternita S. Maria del Carmine di Talsano

Luisa Marturano



In occasione del centenario della Madonna del Carmine di Talsano, si è svolto un pellegrinaggio del simulacro dal 30 ottobre al 24 novembre 2013.

La venerata effige della Confraternita del Carmine di Talsano ha visitato anche la nostra parrocchia dal 8 al 10 novembre.

L'8 novembre è stata accolta nella chiesa del Carmine ti Taranto al termine della processione iniziata dall'Istituto Maria Immacolata alla quale hanno partecipato Mons. Marco Gerardo, consorelle e confratelli delle confraternite di Talsano e Taranto e i rispettivi priori Domenico Curci e Antonello Papalia.











Dopo una serie di celebrazioni in altre comunità parrocchiali (Santi Medici di Taranto e San Donato di Talsano), la sera del 21 novembre, il simulacro è giunto al santuario di Nostra Signora di Fatima, accolta dal parroco Don Emanuele Ferro.

Domenica 24 novembre è stata celebrata la messa eucaristica alla quale hanno preso parte tutti i sacerdoti, i priori e le diverse realtà parrocchiali che hanno ospitato la venerata immagine. Ha avuto così seguito la processione per le vie di Talsano che giungendo alla Chiesa del Carmine, è terminata con il saluto del Padre Spirituale Don Danilo Minosa.

Questo evento ha dato modo alla nostra confraternita di condividere con quella di Talsano sentimenti di fraterna devozione mariana e momenti di vita comunitaria.



sabato 14 dicembre 2013

Bentornato “Nazzecanne”

Salvatore Pace


Ero novizio, sedicenne, pesavo ahime’ molti kg di meno, correva il 1988, e nel mondo venivano rispettivamente eletti presidenti degli USA e dell’URRS George Bush e Michail Gorbaciov, l’incidente di Ramstein falcidiava la pattuglia acrobatica delle frecce tricolori, la DC in Italia vinceva le elezioni politiche e il papa, Giovanni Paolo II, scriveva l’enciclica “Mulieris Dignitatem.”

A Taranto , nei locali della Confraternita, alla quale mi ero iscritto l’anno prima, alcuni confratelli volenterosi, guidati dall’allora segretario Franco Zito coadiuvato da Antonio Mancarella, l’attuale cassiere, si inventavano un mensile dal titolo inequivocabile “nazzecanne nazzecanne” .
Ben presto questi pochi fogli ciclostilati , dattiloscritti, con articoli che spaziavano dalla celebrazione delle ricorrenze religiose alla cronaca, ad esempio, dei nostri riti sino alla rubrica riguardante gli eventi lieti e tristi che vedevano coinvolti i confratelli , diventò un vero punto di riferimento in congrega , riuscendo a far ripopolare i saloni del sodalizio dai confratelli che, con la scusa di ritirare il numero di Nazzecanne, si intrattenevano per due chiacchiere scambiando opinioni e producendo, a volte inconsapevolmente , materiale utile al numero successivo del giornalino .
La storia, è andata avanti per anni e anni, tra alti e bassi, trasformando quei fogli ciclostilati in carta patinata ed ospitando, nel corso del tempo, articoli riguardanti avvenimenti importantissimi che hanno segnato la vita confraternale a cavallo del cambio di secolo.

Per motivi, su cui inutile sarebbe soffermarsi, la vita di quella che era diventata la voce della congrega ad un certo punto ha cessato di esistere e, sfido a smentirmi, la cosa ha colpito tutti, ma proprio tutti , i confratelli che più volte e ripetutamente in questi anni di silenzio hanno proposto ai membri del consiglio di creare nuovamente un giornale del nostro sodalizio.

Bene, la lungimiranza dell’attuale Priore e di tutto il Consiglio di Amministrazione, ha fatto si che oggi, nella forma più attuale del “giornale online”, con una squadra di “redattori” del tutto rinnovata e con lo spirito propositivo che da due anni aleggia nei saloni di “casa confraternita”, il nostro “nazzecanne nazzecanne” possa rinascere per essere fruito al meglio da tutti gli appartenenti alla Confraternita del Carmine.


Il progetto rientra in quello più ampio della creazione del sito internet ufficiale dell’Arciconfraternita del Carmine, voluto fortemente dal priore cav. Antonello Papalia in un’ottica di adeguamento ai tempi moderni delle tradizioni e della passione che anima il nostro sodalizio.

Sito e testata saranno fruibili, si spera, da parte di tutti i confratelli e di tutte le consorelle, i cui consigli saranno preziosi per ottimizzare ciò che l’ala “operativa”, coordinata dal vice priore Giovanni Schinaia, persona esperta e di provato spessore culturale e dal sottoscritto, in maniera pronta ed entusiasta sta andando a creare. La formula del giornale online, inoltre, permetterà alla nostra voce di raggiungere quei confratelli e quelle consorelle che, per i più svariati motivi sono lontani da Taranto .

Quindi che dire , in bocca al lupo Nazzecanne, e che anche questo sia veicolo per trasmettere a quante più persone possibile, l’amore che nutriamo nei confronti della B.V. del Monte Carmelo sotto la cui stella muoviamo tutti i nostri passi.

Decor fratelli.


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