mercoledì 9 luglio 2014

Una gita in una giornata di spiritualità

Andrea Santoro 

In un’assolata e calda domenica di giugno, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il gruppo degli aspiranti novizi ha partecipato ad un ritiro spirituale, tenutosi a Miglionico, in provincia di Matera.

Quest’esperienza è stata la perfetta conclusione di un corso di noviziato formativo, un’occasione per noi futuri confratelli di poterci conoscere meglio, costituendo così un “fertile” terreno di confronto. Le parole pronunciate da don Marco Gerardo, nostro Padre Spirituale, durante il tragitto, sul significato della cerimonia del 16 luglio e del nostro essere devoti figli della Vergine Maria, sono state la perfetta sintesi del corso e un modo per sensibilizzarci ulteriormente sull’importante passo che ognuno di noi sta per compiere.

Arrivati a Miglionico, dopo la visita della Chiesa madre di Santa Maria Maggiore prima dell’inizio della Santa Messa, abbiamo atteso l’arrivo del Vescovo di Matera – Irsina, Mons. Salvatore Ligorio, che ci ha accolti calorosamente e ha mostrato grande meraviglia e stupore nel constatare che la maggior parte dei partecipanti al corso per entrare nell’Arciconfraternita è formata da giovani.

 Da qui l’invito, rivoltoci durante l’omelia, di tirare fuori sempre il meglio di noi stessi, in quanto futuro, non solo della società, ma anche della Chiesa stessa. Al termine della funzione religiosa abbiamo assistito alla tradizionale e suggestiva processione del Santo Patrono, Sant’Antonio, portato su un umile calesse trainato da cavalli per le vie del piccolo paesino.

Successivamente, da Miglionico il gruppo si è spostato a Scanzano Jonico per il pranzo, vero e proprio momento aggregante, in cui abbiamo avuto l’opportunità di stare vicini, parlare, confrontarci, scoprire i nostri comuni interessi e conoscere meglio quelli che saranno i compagni di un percorso che durerà per tutta la vita, e anche momento di divertimento e svago, grazie alla personalità gioviale di don Marco.


Al termine del pranzo, immersi nel verde, c’è stato un momento di condivisione comunitaria, in cui tutti abbiamo espresso un nostro pensiero, un resoconto di quest’anno passato insieme, un anno che rimarrà segnato per sempre nella nostra memoria, in cui abbiamo riscoperto il vero significato delle nostre radici cristiane e, soprattutto, il vero significato di confraternita vista, non solo come comunità, ma anche come famiglia, un insieme di fratelli uniti dallo stesso amore per la Vergine, sotto il cui manto poter trovare protezione e conforto

martedì 8 luglio 2014

Ciao

Claudio Capraro 

Ciao Mà. Come stai? Si lo so, è da un pò che non mi faccio vedere. Dai qualche settimana, che vuoi che sia, mica posso passare ogni giorno, lo sai vado sempre correndo da una parte all’altra; il lavoro, la famiglia, la bambina, ma tu ‘ste cose le conosci. E poi, anche se non hai il telefono, lo sai che ci sentiamo ogni giorno. Come? Si vabbè vedersi è diverso che sentirsi, però già è qualcosa.

Comunque, non mi hai detto come stai? Come sto io tu lo sai, conosci tutto di me, le mie gioie ed i miei dolori, gli affanni e le cose belle.

Ero passato a ricordarti che tra qualche giorno, ma tanto lo sai, dicevo tra qualche giorno usciamo. Ti fai bella, anzi mi correggo, ti fai più bella, ti portiamo fuori così per nove giorni possiamo venire tutti quanti a farti visita. Tutti noi fratelli e sorelle, tutti i conoscenti, tutti i tarantini, tutti quelli che ti vogliono bene. Dal mattino alla sera per nove giorni, tanta gente verrà a farti visita e tu accoglierai tutti. Appena entrati sia che la chiesa sia in penombra, sia illuminata per una funzione, la prima cosa che vedranno sarai tu, lì sull’altare addobbato elengantemente, con il tuo bell’abito crema e marrone ornato di fregi dorati. Con il Bambino in braccio ed entrambi con gli abitini in mano e le corone sulla testa. Tu accoglierai, benevola, tutti; ognuno con le sue preghiere, ognuno con le sue richieste, ognuno con i suoi ringraziamenti.

Cosa dici? Che per resto dell’anno tutto questo accade comunque? Si certo, Mà, lo immagino. Però che bello quando stai lì, a portata di mano, quando rivolgendosi a te lo si può fare guardandoti negli occhi, ammirando la bellezza dei tuoi boccoli, scorgendo particolari del tuo volto. 

Certo Mà, quei giorni che caldo! No, non è vero che mi lamento sempre; è un fatto dimostrato a luglio fa caldo. Tu non senti caldo? E grazie, tu sei di un altro livello! Va bene dai cambiamo discorso, parliamo delle funzioni, che belle, ogni sera partecipare all’Eucarestia sotto il tuo sguardo e poter cantare quei canti bellissimi dedicati a te, che emozione: “Vergine del Carmelo, non ci staccar da te, guidaci tutti al cielo, noi ti seguiam con fe’…” o ancora “Fiore del Carmelo, fiorente vite, splendor del cielo, tu solamente, sei vergine e Madre…”. Si lo so non sono molto intonato, ma tanto in quelle sere la mia voce si confonde con centinaia di altre e poi me lo hai detto tante volte che tu non ci fai caso.

E vuoi mettere il giorno dell’aggregazione dei novizi? No, non lo so quanti saranno quest’anno, ma ti ricordi quando mi sono aggregato io? Che emozione! E’ vero, non ricordavo più quel particolare di quella mattina; tu invece ricordi tutto. Ma quanto bene ci vuoi a tutti quanti Mà? E’ normale per una madre, dici? Si, sarà pure normale, ma noi siamo tanti e tu ricordi particolari così piccoli di ognuno di noi. 

No Mà di nuovo co’ ‘sta storia? Ma non dar retta, è uno scherzo. I primi a riderci siamo noi, siamo noi che ci scherziamo su. Ma non ci puoi restare male perché gli altri dicono che “sime stuedk”, ti ripeto è uno scherzo. Come? Si è vero se sento qualcuno che dice qualcosa di “poco simpatico” a proposito di mia figlia non mi fa per nulla piacere, che nessuno si deve permettere. Si vista in questa ottica ti capisco, ma ti assicuro che non c’è nessun motivo per restarci male, davvero. E poi Mà, diciamo la verità: “picca picca stuedk, sime!”.

Dai su, pensiamo alle cose belle; pensa alla processione, a te che esci con le campane che suonano a festa e la folla di fedeli che ti applaude sulle note di “Mosè”. La tradizione di esporre ai balconi le coperte buone con il passare degli anni va scomparendo, ma il sedici luglio sono ancora tanti i balconi addobbati dai quali ci lanciano coriandoli e petali di rose. E tanta gente che viene a renderti omaggio lungo il percorso, fino al rientro quando ormai il sole è tramontato, la brezza mitiga un po’ la nostra fatica e quelli di noi che hanno avuto l’onore di partecipare alla processione “senza cappello” rallentano il passo perché non ci stanno a rientrare in chiesa.

Beh, Mà, mo’ devo scappare, ho tante cose da fare. Come poco? Sono stato un bel po’, ci siamo fatti una bella chiacchierata. Tanto te l’ho detto nei prossimi giorni vengo ogni sera, tranquilla e poi ci sentiamo ogni giorno. Cosa hai detto? Non mi hai offerto niente?! Mà, ma che dici? Tu mi fai ogni giorno regali meravigliosi. Va bene, te lo prometto faccio il bravo; come? Ogni tanto svio? Lo so, lo so e mi spiace e tu, come fai sempre aiutami, con le buone e se non sono sufficienti con le brutte, ma aiutami. Le brutte tu non sai cosa siano? Meglio così, da bambino qualche “cucchiara” l’ho conosciuta e non è stato piacevole. 



Dai adesso devo proprio correre, si certo che darò una carezza alla bambina da parte tua. Si certo che verrà anche lei a trovarti, ci puoi contare. Ci vediamo presto, Mà. Un bacio e mi raccomando tienimi sempre tra le tue braccia come tieni Lui e intercedi per tutti quanti noi. Ciao Mà, ti voglio bene.

lunedì 7 luglio 2014

La semifinale


Salvatore Pace

Il torneo è ormai in dirittura di arrivo, ieri sera, alle ore 22 sui campi di San Vito, al New Faro Sport, si è giocata la semifinale fra l'Addolorata di un collaudatissimo oramai mr.Lanzalonga e la Decor del coach D'andria, reduce dallo splendido match di mercoledì passato contro la Troccola.

La partita, rimandata a ieri e che si doveva tenere domenica sera, non ha deluso le aspettative del pubblico accorso numeroso sul green del Capitano Ciccio Latartara, come sempre ottimo padrone di casa.

Gli spettatori al termine della prima serata di Novena dedicata alla Nostra Amatissima Titolare si sono riversati nella borgata rivierasca per godersi uno sperato fresco e un'ora di ottimo calcio amatoriale. 

Combattuta sin dal primo momento e per tutti i 50 minuti giocabili è stata caratterizzata da azioni prorompenti su tutti e due i fronti.

Albano, Pentassuglia, Fina, Ferrari, Guarino, Basile ed altri nomi sono stati protagonisti di questo torneo e anche ieri sera, nel match così importante, non hanno deluso le aspettative .

Pronti, via, la prima frazione di gioco incomincia con un arrembare dei neri che, guidati da un volenteroso Albano e un ordinato Ferrari, dettano legge sul campo senza però concretizzare. É invece Ricchiuti che, con un tap in vincente sul tiro di Fina, insacca alle spalle di Attanasio. Il Pareggio non tarda ad arrivare, su fallo laterale dalla destra insacca di testa Piepoli con un gol da vero bomber.

Fotocopia il raddoppio dei Rossi dell'assente Mr.D'andria, insacca di testa Fina dalla sinistra a fil di palo.

Si va all'intervallo con il punteggio di 2 a 1.

La ripresa vede calare il tasso tecnico per un incrementare di quello agonistico, le ammonizioni del  primo tempo fanno da prodromo ai contatti "duri" del secondo tempo, neanche un provvidenziale time out di Mr. Lanzalonga serve a placare qualche animo un pò troppo bollente e, dunque, assistiamo, purtroppo, a scene che sono ingiustificate ed ingiustificabili già su un normale campo di calcio, figuriamoci su quello che vede contrapposti CON-FRATELLI, complice un arbitro, mero parere di chi scrive, con poco polso e forse per stanchezza, un pò distratto. 

L'incontro termina sul 2 a 1 comunque e vede determinarsi la finalissima, che si terrà l'11 Luglio alle ore 22 tra i rossi DECOR e i verdi SERRACHIESE. 

L'11 Luglio del 1982 l'Italia di Paolo Rossi vinceva la sua finale al Santiago Bernabeu contro la Germania e portava a casa il suo terzo titolo mondiale, speriamo che la giornata evochi, nei partecipanti alla finale, le gesta di quella nazionale e i giocatori in campo, appunto, ci facciano assistere ad una partita degna di questa data.

Da sottolineare la presenza del Porzia Group, tornato a far sentire la sua voce sugli spalti compatto e festante con la presenza di un indefesso e attivo segretario.

domenica 6 luglio 2014

Il giorno del "novizio"


Luciachiara Palumbo 

Il clima tipico di una calda domenica d'estate, il sole già abbastanza cocente e il mare piatto hanno accolto e raccolto i novizi, che si apprestano a diventare confratelli, presso la rotonda del Lungomare alle sette del mattino di giorno 29 giugno.

Tanti ragazzi con i visi assonnati raggiungevano il punto d'incontro in attesa dell'autobus che li avrebbe portati a Miglionico, in provincia di Matera per la Santa Messa presenziata dall'Arcivescovo di Matera, Mons. Salvatore Ligorio in occasione della festa patronale dei Santi Pietro e Paolo. 

Affianco a questi nuovi volti della nostra confraternita vi erano anche alcuni di noi, già confratelli e consorelle che facevano quasi da cornice e da supporto ai futuri e non molto futuri aggregati. Le parole di don Marco nel viaggio di andata circa quella che sarà la cerimonia effettiva di aggregazione, l'analisi attenta delle formule del rito stesso hanno certamente preparato i futuri confratelli e consorelle ma hanno anche arricchito noi che già lo siamo, risvegliando quel senso di appartenenza alla famiglia del Carmelo datoci per mezzo dello scapolare.

La giornata è stata ricca di riflessioni sulle parole non solo del nostro padre spirituale ma anche dell'arcivescovo, una persona umile e cordiale che ci ha permesso di sentirci a casa. Dopo la celebrazione Eucaristica abbiamo assistito all'uscita della processione di Sant'Antonio, la cui effige veniva trasportata su un calesse e abbiamo così potuto assaporare una delle tradizioni di quella terra. Per il pranzo ci siamo spostati a Scanzano Jonicopresso Parco Terminito. 

Il verde che circondava la struttura ci ha consentito di distaccarci dal caldo torrido della nostra città e di godere del silenzio che certamente a Taranto è raro se non impossibile. Dopo pranzo un ulteriore momento di condivisione ha fatto si che si tirassero le somme dell'anno di preparazione e della stessa giornata trascorsa.

 E' stato emozionante poter sentire come tante dinamiche siano cambiate nel corso della preparazione e come tanti adempienti abbiano ricevuto le loro risposte e adesso siano pronti per indossare "devotamente e diligentemente" lo scapolare. 

Dopo una giornata trascorsa nella preghiera, nel riso e nella riflessione abbiamo fatto rientro nelle nostre case facendo nostro l'invito di don Marco di essere persone felici e non tristi della nostra vita, unico e meraviglioso dono di Dio.

giovedì 3 luglio 2014

La fede non è l’adorazione del male… Il Papa a Sibari .

Antonello Battista 

Già in altre occasioni, colpito dalla forza rinnovatrice delle parole di Papa Francesco, ho avuto modo di scrivere e commentare ciò che a caldo queste suscitavano dentro di me, ma questa volta le parole del Santo Padre sono state davvero come un dardo scagliato nelle coscienze di molti e tracciano una trincea invalicabile in un campo in cui in passato c’è stato una sorta di silenzio, quasi assenso, anche da parte di alcune istituzioni ecclesiastiche locali, nei confronti delle cosche mafiose e malavitose.

Il mio riferimento è chiaramente al discorso tenuto dal Pontefice, lo scorso Sabato nella piana di Sibari in cui ha scomunicato tutti i mafiosi, non lasciando spazio ad interpretazioni, si è scagliato violentemente contro costoro che ha definito “operatori del male”. Anche in passato i suoi predecessori avevano usato parole durissime contro i mafiosi ed i criminali, famosissima fu l’omelia di san Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento nel 93, a pochi mesi di distanza dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino. L’ostilità della Chiesa era stata ribadita anche da Papa Benedetto XVI a Palermo in occasione di una sua visita pastorale, ma l’anatema della scomunica pronunciata da Papa Francesco è qualcosa di straordinariamente unico, perché rompe un silenzio che da secoli forse attanagliava quelle terre, l’omertà e la connivenza non sono più accettate, le parole di Francesco danno merito dunque a tanti operatori del Vangelo che hanno perso la vita in difesa del bene comune e della legalità: due esempi su tutti il palermitano don Pino Puglisi ed il campano don Giuseppe Diana, testimoni del Vangelo nella nostra amata terra del Sud e veri fari di legalità in terre alle quali il Signore ha donato una natura meravigliosa, ma che l’uomo ha stretto nella morsa dell’ odio, della prepotenza e del malaffare.

La vera fede non è adorazione del male, e la “‘ndrangheta è adorazione del male” ha dunque aggiunto il Papa, volendo con ciò anche intendere la totale abiezione delle pratiche mafiose, ‘ndranghetistiche e cammorisctiche di affiliazione ai clan, a metà tra riti sacri e patti di sangue, essendo queste quanto di più odioso possa esistere perché utilizzano le immagini sacre e lo stesso nome di Gesù Cristo per siglare l’appartenenza a famiglie malavitose che con il messaggio evangelico di nostro signore Gesù hanno poco a che fare. Inoltre questo è un messaggio forte per tutti i fedeli a rompere il silenzio e l’omertà che li circonda e denunciare la mafia, e capire che non c’è nulla di buono nei mafiosi e nella loro vita, perché tutto ciò che non porta al bene comune, ed i mafiosi guardano solo al loro interesse particolare, non è nient’altro che espressione del male, ed il male non è la fede.

Se si pensa che il Papa ho pronunciato queste parole in un luogo simbolo, dove non molti mesi fa la furia assassina della malavita, non ha avuto pietà nemmeno di un bambino di pochi anni (e noi qui nella nostra provincia abbiamo dolorosamente provato il dolore dell’assassinio del piccolo Domenico nella strage di Palagiano) , fa capire quanto lontani siano queste persone dalla fede e quanto male facciano le loro azioni all’intera umanità. 

Tutti dobbiamo essere coinvolti dalle sferzanti parole del Papa, in ogni comunità pastorale, per questo in occasione della festività del Corpus Domini, il nostro amato Arcivescovo, mons. Filippo Santoro, nell’omelia a piazza della Vittoria a conclusione della processione, ha quotato le parole del Papa esortando tutti i tarantini a seguire il suo esempio ed a deplorare ogni forma di malavita e malaffare ad ogni livello ed in ogni circostanza.

Sempre più dunque le parole di Papa Francesco diventano per noi linfa vitale per la sequela del Vangelo e respiro per i cuori affannati ed intimoriti che solo in Cristo possono trovare ristoro e sollievo dalle sofferenze.

La quinta giornata del torneo


Salvatore Pace 

Difronte ad un nutrito pubblico, festante per il 40esimo compleanno del padrone di casa, a proposito ancora auguri Capitano, si è svolta la quinta giornata del torneo organizzato per la nostra Titolare.


Il primo incontro della serata ha visto di fronte i neri Addolorati di Mr.Lanzalonga e del Presidentissimo Saracino contro gli sportierati novizi di Peppe Carucci.

Tutto sommato incontro equilibrato un gol per tempo assicura i 9 punti e il primato al Lanzalonga team che, di diritto, va in semifinale.

I gol di Basile e Albano chiudono la partita e il campionato dei volenterosi novizi . Un plauso a Leggieri e Albano che al termine dell'incontro si sono recati direttamente al lavoro per tutta la notte, esempio di correttezza e attaccamemto alla Congrega.

Il Secondo incontro è il Capolavoro, la più bella partita del Torneo vede di fronte la Troccola di Mr. Francischiello e la Decor di Mr. D'andria .

Una partita perfetta di entrambe le squadre, pali, traverse, agonismo, azioni spettacolari hanno fatto si che i 50 minuti della partita siano volati per tutti gli spettatori che hanno seguito con trepidazione il match.


2 a 1 per i Decor con doppietta di Guarino per i rossi e gol del Capocannoniere del torneo Ruggieri per i bianchi. La Troccola è fuori ma si aggiudica capocannoniere, appunto e disciplina.


In bocca al lupo a tutte le squadre per la fase finale e arrileggerci giovedì prossimo .

Da segnalare l'ulteriore assenza e sciopero del tifo del Porzia Group.

martedì 1 luglio 2014

T'adoriam Ostia Divina

Mattia Giorno

“Canta, o mia lingua, il mistero del corpo glorioso e del sangue prezioso che il Re delle nazioni, frutto benedetto di un grembo generoso, sparse per il riscatto del mondo.” Così scrisse San Tommaso d’Aquino, su commissione dell’allora Pontefice regnante Urbano IV, per celebrare la solennità del Corpus Domini, istituita nel lontano 11 agosto 1264 ad Orvieto, in quegli anni residenza della corte pontificia. 

Una festa liturgica questa che pone le sue basi nei lontani anni conosciuti come del Basso Medioevo, mantenendosi tutt’oggi una ricorrenza vissuta con fede e devozione dai fedeli tutti.

Fu suor Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana della diocesi di Liegi, a promuovere e pressare sulle sue autorità religiose perché venisse istituita una festa nella quale celebrare il corpo eucaristico di Cristo. La stessa suora, secondo la storia, ebbe in visione Gesù il quale, mostrandole la Luna piena con un tratto buio, simboleggiante l’assenza di una festa sull’eucarestia, la spinse perché ponesse rimedio a questa mancanza. La suora inizialmente mantenne il segreto, ma dopo essersi confidata con due conoscenti, decise di intraprendere la strada per l’istituzione di tale cerimonia. Pertanto, dopo aver ricevuto il beneplacito del Vescovo della sua diocesi, che per l’occasione convocò un sinodo, nel 1247 potette assistere alla prima solennità del Corpus Domini.

Da allora, sino alla pubblicazione della bolla papale Transiturus de hoc mundo, che la istituì ufficialmente per la Chiesa universale, la festa di Cristo reale presenza nell’eucarestia ebbe luogo ogni anno, riscontrando successo tra i maggiori credenti che potevano finalmente celebrare il Corpo di Gesù immolato per l’umanità.

Fu scelto, per celebrare il Corpus Domini, il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste, difatti, nella città di Roma, cattedra arcivescovile del Romano Pontefice, la processione che va dalla basilica di San Giovanni in Laterano sino a quella di S. Maria Maggiore è presieduta dal Papa stesso in tale giorno. In molte città italiane però, in conformità con l’ordinamento liturgico ed il calendario, la celebrazione è spostata alla domenica che segue la solennità della Ss. Trinità.

Anche a Taranto, come in tutte le altre diocesi italiane e del mondo, la festa del Corpus Domini è ricorrenza solenne. Domenica scorsa infatti, S. E. Mons. Filippo Santoro, ha presieduto la santa messa prima con in seguito la solenne processione per le vie del centro, partendo dalla chiesa di S. Antonio sino a Piazza della Vittoria. Per l’occasione, come accade nelle altre solennità maggiori della città, tutte le confraternite della diocesi sono state invitate a prendere parte alla ricorrenza e, come ogni anno, la nostra amata Arciconfraternita del Carmine si è resa disponibile con la sua presenza ed il suo pallio processionale, lo stesso già usato nel Giovedì Santo e nella solennità delle Quarantore, stavolta retto per coprire il vescovo intento a portare l’ostensorio con dentro il Corpo di Cristo vivo e vero. Un onore questo che nuovamente ha posto il nostro sodalizio al servizio della diocesi e della città, simboleggiando il nostro amore per le ricorrenze religiose e la nostra fede in Cristo. 

Ancora una volta i nostri confratelli hanno potuto indossare l’abito di rito e con questo hanno potuto procedere in preghiera per le strade della città, sentendosi animati nello spirito dalle parole cucite sullo scapolare. Sempre un decoro ed un impegno quello di “vestirsi” a tali ricorrenze, specialmente nella festa del Corpus Domini riconosciuta come la più importante di tutte, in quanto non è un simulacro ed essere portato in processione ma Cristo stesso che con il mistero eucaristico continua a vivere in mezzo a noi.

Sempre San Tommaso d’Aquino, nella parte finale del suo inno, meglio conosciuta come Tantum Ergo, scrisse: “Adoriamo, dunque, prostrati un sì gran sacramento; l'antica legge ceda alla nuova, e la fede supplisca al difetto dei nostri sensi. Gloria e lode, salute, onore, potenza e benedizione al Padre e al Figlio: pari lode sia allo Spirito Santo, che procede da entrambi.” Splendidi parole queste che devono ogni giorno animare la nostra fede e ricordarci l’amore di Cristo per noi, sacrificato per salvare l’umanità alla quale si è poi donato nuovamente mediante il sacramento dell’altare.

Gloria e lode al Padre e al Figlio, pari lode sia allo Spirito Santo. Amen.
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