giovedì 8 gennaio 2015

La processione di Gesù Bambino “curcàte” del 1976




 Umberto De Angelis



Una delle processioni molto amate e seguite dal popolo tarantino è quella di Gesù Bambino curcàte.
Anticamente la processione era organizzata dalla congrega della Trinità dei Pellegrini il cui statuto fu approvato nel 1776, ma di una confraternita della Trinità dei Pellegrini ci sono riferimenti storici già dal 1556. La storia di questa confraternita legata anche in parte alla storia della chiesa della Trinità, abbattuta per riportare alla luce i resti del tempio di Poseidone in Città Vecchia è stata abbastanza complessa. Quest'ultima era infatti proprietaria della piccola statua di Gesù Bambino.
La statua di Gesù Bambino, per il resto dell'anno, in quegli anni, si conservava nella chiesa di Santa Lucia dove la confraternita fu trasferita dopo la demolizione della chiesa della SS. Trinità.
Dalla chiesa di Santa Lucia la processione d'u Bammìne curcàte uscì soltanto nel 1967.
I tarantini però, soprattutto i più tradizionalisti, chiedevano insistentemente il ripristino della “festa” natalizia e così, nel 1976, fu deciso di affidare alla Confraternita del Carmine l’organizzazione della processione (notizie tratte da “Destinazione Dio” di Nicola Caputo ed. Mandese – pagg. 314-340).
Lo scorso Dicembre durante l’ultima festa dello scambio di Auguri natalizi 2014, rivedendo il mio compagno di aggregazione (e di tante partecipazioni ai riti della Settimana Santa) Giacinto Laganà, abbiamo ricordato insieme proprio le emozioni di quella famosa processione del 1976. La sua memoria storica è sicuramente più ricca della mia.
Quell’anno, eravamo giovani confratelli (aggregati nel 1975), con Giacinto vivevamo in confraternita l’atmosfera di attesa e di preparazione di quella processione che ripartiva dopo 9 anni di assenza.
Per riprendere la tradizione della confraternita della Trinità, era stato deciso che dovevamo uscire con le “mozzette rosse”. Del nostro abito di rito avremmo conservato solo il camice e poi avremmo indossato una cintura rossa con i due pendagli rossi sul lato sinistro al posto del cintolo. Sulle spalle le mozzette rosse di quella confraternita che portavano sul lato sinistro il crocifisso e sul lato destro lo stemma della congrega. Per quanto riguarda l’individuazione dei portatori, il consiglio decise che si doveva procedere con l’estrazione, fra i confratelli che volevano partecipare,  del nome di un confratello che avrebbe proposto, all’attenzione del consiglio,  la squadra dei 4 portatori e delle 4 forcelle.
Io e Giacinto, nella remota probabilità di estrazione di uno dei nostri nomi ci eravamo in parte preparati con il nominativo di altri 2 amici confratelli Luigi Picciarelli (confratello anziano) e Giulio Lanzalonga aggregatosi con noi. Eravamo anche in contatto con Michele Leone e il suo gruppo. Tutti avevano dato con piacere la loro disponibilità e con loro ci avrebbe fatto piacere condividere l’onore di portare il Bambino.
La sera di Domenica 19 dicembre 1976 nella Chiesa del Carmine ci fu l'assemblea che avrebbe dovuto determinare gli estratti per lo svolgimento della Processione. Nei saloni della confraternita quel giorno c’era tanto fermento e tanta attesa.
Il segretario dell'epoca Cavalier Francesco Mignogna (conosciuto e chiamato da tutti Don Ciccio) e l’economo Franco Pizzolla con grande precisione prepararono i biglietti e l’urna. In questa vennero disposti tutti i biglietti con i nominativi dei confratelli che intendevano partecipare.
Tutto era pronto si poteva procedere all’estrazione. In quel momento nonostante i saloni fossero gremiti si fece un silenzio assoluto.
Dall'urna il segretario estrasse il fatidico bigliettino, lo aprì con cura e con la sua voce chiara e forte pronuncio: “Umberto De Angelis”.
Sentii un brivido di freddo lungo la schiena, il mio nome, non credevo alle mie orecchie, molti con lo sguardo cercavano quel confratello fortunato che non conoscevano, ma subito si accorsero di me quando Giacinto mi scosse e ad alta voce mi disse: “Umberto, sei proprio tu…, portiamo il Bambino!”.
Rimanemmo stupiti e increduli, ma capimmo che tutto era meravigliosamente vero quando Franco Pizzolla ci consegnò le “mozzette rosse”  (originali, “fresche” di naftalina) che avremmo dovuto indossare in Processione.
Quando scendemmo le scale dell'oratorio per annunciare la notizia ai nostri parenti, appena ci videro con le mozzette in mano capirono in anticipo che eravamo stati “chiamati” dal sorteggio e ci fecero i  sospirati  auguri.
La proposta degli altri confratelli venne accettata dal consiglio e la squadra fu composta:
Sdanghe -  De Angelis Umberto  Laganà Giacinto  Picciarelli Luigi  Lanzalonga Giulio
Forcelle - La Gioia Giuseppe,  Presciutti Italo, Leone Michele, Battista Cosimo.
Il 25 Dicembre 1976 al suono della Pastorale “Battista n.1” uscì dal portone della Chiesa del Carmine la statua di  "Gesù' Bambino curcàte" dopo nove anni di assenza.
Prima del rientro al Carmine,  in Piazza Garibaldi ci fu una breve sosta con lancio di Mongolfiere.
Quel giorno di Natale del 1976 per me e Giacinto fu la prima esperienza con una statua sulla spalla e con quel Bambino Gesù continuò il lungo cammino nella nostra crescita di Fede e di vita di confraternita. Ringrazio Giacinto per aver ricordato con me la cronaca e le emozioni di quei giorni e per avermi fornito alcune foto storiche dal suo archivio.
Auguro ai novizi che porteranno e accompagneranno quest’anno il Bambino Gesù nella processione dell’Epifania, di poter vivere con gioia e con Fede tutti i momenti del Rito, per poterli ricordare sempre nella loro lunga appartenenza alla Confraternita del Carmine.
Decor

mercoledì 7 gennaio 2015

La processione di Gesù Bambino






Luca Tegas


Sono da poco passate le 19:30 di martedì 6 gennaio quando il complesso bandistico Chimienti di Montemesola intona la prima pastorale per salutare ed omaggiare la Statua del Bambinello che si affaccia sul portone della chiesa del Carmine.

Ha avuto inizio così l’ultimo atto delle celebrazioni natalizie per la città di Taranto e per il nostro sodalizio, con la ormai tradizionale processione del Gesù Bambino che segue alla Messa festiva delle 18:30.

Una processione che, come raccontato da Salvatore Pace in un articolo del 4 gennaio dello scorso anno, ha dovuto attraversare diverse vicissitudini prima di essere ripresa dalla Confraternita del Carmine.

Il Bambinello ha attraversato le vie del Borgo accompagnato da una nutrita presenza di confratelli in abito di rito e da una folta presenza di fedeli che, sfidando il freddo, hanno reso omaggio al sacro simulacro.

La processione ha percorso un tratto di via D’Aquino, via Cavour, via Anfiteatro per poi svoltare su via Berardi riprendere via D’Aquino e rientrare in chiesa dove, dopo la benedizione impartita da Mons. Marco Gerardo, si é svolto il bacio del Bambinello.

La statua é stata portata a spalla da due squadre di 8 confratelli in abito di rito, scelti dal Consiglio tra i novizi e supportati da qualche forcella d’esperienza.

Con il rientro della processione del Bambinello si chiudono le festività natalizie e si mettono via gli addobbi natalizi. Molti inizieranno a pensare al prossimo carnevale e al martedì grasso che verrà, ma nella testa e nel cuore dei confratelli inizia l’attesa che se pur più breve rispetto allo scorso anno, non sarà di certo meno intensa ed emozionante vista l’eccezionalità dei riti che ci apprestiamo a vivere.




Di seguito l’elenco dei portatori dei simboli della processione:

Campanello: Grande Ivo
Labaro: Cellamare Cosimo
Crocifisso: Amedeo De Pace
Fanali Crocifisso: Boccuni Luigi, Mazza Gianluca
Fanali Gesù Bambino: Russo Simone, Pastore Emanuele
Trionfi: Calabrese Ruggero, Sestino Mirko

Portatori Gesù Bambino

1^ Squadra: Angelini Antonio, Esposito Salvatore, Zelletta Marco, D’Auria Joseph, Buzzerio Oronzo, Giungato Vincenzo, Cianci Carmine, D’ortona Bruno.

2^Squadra: Passarelli Sergio, Pozzessere Pietro, Campa Gabriele, Giacomo Giannese, Buzzacchino Pierfrancesco, Santoro Andrea Giuseppe, Palermo Claudio, Mattia Giorno.


Dall'Avvento al Natale, tra attesa e gioia


Mattia Giorno


È consuetudine per noi confratelli parlare di “attesa” e rimandare i nostri pensieri ai giorni che ci separano dai tanto amati riti della Settimana Santa. In realtà l’attesa è qualcosa che va ben oltre la splendida processione dei Misteri; è qualcosa che ogni giorno, in ogni situazione della vita, tutti ci troviamo a vivere. Anche il Natale è preceduto da un’attesa che dura ben quattro settimane, circa trenta giorni che preparano l’animo di ogni cristiano ad accogliere la nascita del Salvatore, avvenuta qualche giorno fa.
Le quattro domeniche di Avvento rappresentano l’attesa circa l’incarnazione del Verbo e la sua venuta in mezzo a noi. Sono per tutti un momento importante, persino per chi in Cristo non crede.

In queste domeniche noi cattolici siamo soliti accendere quattro candele, che rappresentano l’avvicinarsi della venuta del figlio di Dio tra noi e, di conseguenza, sono segno che l’attesa per il Santo Natale sta per giungere al termine.

La parola stessa “Avvento”, letteralmente “venuta”, viene ormai intesa come “attesa”, e getta le sue radici in un passato molto remoto, precisamente tra il IV ed il VI secolo, dove era sempre più costante la necessità di creare un momento che precedesse il Natale. (Precisamente la prima celebrazione del Natale a Roma risale al 336, tuttavia non era ancora presente un tempo di preparazione a questa importante festività per i cristiani tutti.)

Le quattro domeniche d’Avvento sono comunemente chiamate con dei nomi, presi dalle prime parole dei salmi e dal libro di Isaia. La prima domenica di Avvento viene indicata come “ad te levavi” (a te innalzo), la seconda come “populus Sion” (popolo di Sion), la terza come “Gaudete in Domino semper” (rallegratevi nel Signore sempre) ed infine la quarta come “rorate Cœli desúper, et nubes plúant justum” (stillate rugiada, o cieli, dall'alto, e le nubi piovano il Giusto).
Queste quattro importanti date anticipano, come già detto, la venuta del Cristo tra noi. Come tutti sappiamo infatti, giovedì 25 dicembre, abbiamo accolto nelle nostre chiese, nelle nostre case, e nel nostro cuore, il figlio di Dio.

“Et Verbum caro factum est et habitavit in nobis”, queste le parole tratte dal Vangelo secondo Giovanni, per farci capire come il Verbo sia divenuto umano per vivere tra noi. Tornano inoltre suggestive alla nostra mente le parole della moltitudine dell’esercito celeste: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Tutto ciò ci rimanda alla venuta di un bambino, una creatura pura e casta, messa al mondo in tutta povertà. Proprio così, nelle mani di un bambino Dio ha posto la salvezza degli uomini, rendendolo guida di un popolo perduto e peccatore. Un neonato concepito in povertà e semplicità, nudo tra il gelo e cullato in una mangiatoia.

Questa è una storia che ormai tutti conosciamo, ma proprio questa storia deve spingerci a vivere con pienezza di fede e spirito caritatevole la nostra vita. Ogni azione deve essere da noi vissuta nello spirito del Natale, non quello del consumismo, ma quello cristiano, quello che ci porta ad agire con semplicità, umiltà e tanta gioia.

Nei prossimi giorni, in attesa di chiudere queste festività natalizie per lasciare posto alla Quaresima ed alla Santa Pasqua, auguro a tutti di vivere con amore e raccoglimento di spirito, per essere pronti a servire il prossimo con umiltà e semplicità come Cristo ci ha mostrato nel mistero della Sua venuta, priva di beni materiali ma ricca di amore, fede e gioia.

lunedì 5 gennaio 2015

Il nostro Arcivescovo, mons. Filippo Santoro, concede lo svolgimento in Città Vecchia della Processione dei Misteri 2015


Reverendo Monsignor Marco Gerardo,
Gentile Priore Antonello Papalia,



Immagine: Sito dell'Arcidiocesi
di Taramto
nei mesi scorsi, a nome dei confratelli, dell’arciconfraternita del Carmine, mi avete presentato istanza di poter percorrere con la processione dei Sacri Misteri del Venerdì Santo, in via straordinaria, solo per quest'anno, le strade della Città Vecchia e di compiere la sosta nel Duomo Cattedrale. Motivazione della vostra domanda è la celebrazione del 250° anniversario della donazione da parte della famiglia Calò delle due statue del Cristo Morto e della Vergine Addolorata.

Simulacri ora impreziositi dal velo e dalla corona benedetti dal Santo Padre Francesco.

È noto che anticamente la processione dei Misteri si svolgeva nell’isola di Taranto vecchia, in passato popolosa e cuore pulsante del capoluogo ionico.

Vista l’importanza della ricorrenza, concedo in via del tutto eccezionale e quindi una tantum, per la Settimana Santa 2015 lo svolgimento della processione in Città Vecchia.

Mi spinge ad accettare la vostra proposta, il desiderio di riqualificare l’isola, di renderla attrattiva e accogliente nei giorni in cui la tarantinità raggiunge il suo apice e una delle forme più belle ed apprezzabili, riconoscibile nell’attaccamento devoto ai Sacri Riti.

Auspico fin da ora che si lavori ad uno svolgimento sereno, in pieno accordo e nella massima disponibilità con le forze di ordine pubblico, che si trovi il modo di rendere la stessa fruibilità, anche se in un percorso differente, alle migliaia di devoti che ogni anno affollano il borgo umbertino per vedere e pregare i Misteri.

In ultimo raccomando che ci si attenga strettamente alle disposizioni di orario consuete, nel rispetto del Triduo Santo.

San Cataldo patrono dell’arcidiocesi vi benedica e vi aiuti a rendere sempre più testimonianza della vostra fede.

Taranto 5 gennaio 2015



+Filippo Santoro,
Arcivescovo Metropolita di Taranto

La solennità dell'Epifania


Antonino Russo


Nel post in cui Salvatore Pace annunciava il nuovo sito e faceva gli auguri per il nuovo anno, si faceva riferimento ad una verità che è constatabile quando, in qualunque momento dell’anno liturgico, si accede alla segreteria della Congrega: parlo dell’attesa e il desiderio della Settimana Santa.
Questo riferimento alla Pasqua potrebbe sembrare apparentemente poco opportuno se, come in queste righe, si va a parlare di… Epifania!

Ma non è così. Molti studiosi della Bibbia affermano infatti che i racconti dell’infanzia di Gesù, come la sua manifestazione – Epifania, appunto - sono una sorta di preludio a ciò che saranno gli eventi Pasquali.
Basti pensare a Gesù dodicenne che sale a Gerusalemme, viene smarrito dai genitori e ritrovato dopo tre giorni nel tempio: è una allusione al cammino che farà Gesù verso la città Santa e a mistero del terzo giorno in cui sarà ritrovato dai discepoli che lo avevano smarrito nella sua morte.

Analizzando il racconto evangelico dell’Epifania, si registrano degli aspetti che saranno enfatizzati nella Pasqua

- La gratuità della salvezza:

I Magi si mettono in cammino dall’oriente. San Paolo dirà “Dio ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità ma che è stata rivelata solo ora con la manifestazione (epifania) del salvatore nostro Gesù Cristo” (2Tm 1,9-10).

- L’universalità della salvezza:

Dirà Don Tonino Bello: “Gli stranieri, gli esclusi dal sistema, i lontani… entrano nell’arco della cometa!”.
Siamo tutti destinatari della speranza cristiana a prescindere dalla razza, religione o cultura.
Diceva infatti San Paolo: “Egli è morto per tutti” (2Cor 5,14).

- La regalità di Gesù:

I magi si prostrarono e adorarono Gesù. E’ questo l’epilogo dell’uomo quando nella parusia, cioè nel ritorno glorioso del Signore, tutti “volgeranno lo sguardo a colui che è stato trafitto”.

L’Epifania sia questo per noi: il giorno della genuflessione e dell’offerta dei doni. Ma anche il giorno della decisione di tornare a casa seguendo un’altra strada: più tortuosa forse, ma diversa rispetto alle logiche del mondo.

PS: un articolo che mi ha arricchito molto e che invito a riprendere è il seguente, scritto da Giovanni Schinaia lo scorso anno: http://confraternitadelcarmine.blogspot.it/2014/01/la-solennita-dellepifania-e-il-culto.html

venerdì 2 gennaio 2015

Auguri a noi, auguri al sito.

Salvatore Pace

Innanzitutto tanti auguri da parte del Coordinamento Eventi Culturali a tutti voi Confratelli e Consorelle del Carmine per l'inizio di questo nuovo anno.

Il 2015 per noi dalla mozzetta color crema segnerà il culmine delle attività legate all'anno giubilare della donazione Calò.

Andiamo incontro ad eventi straordinari che, probabilmente, ricorderemo per tutta la vita raccontandoli a figli e nipoti e che segneranno in maniera inequivocabile la storia del nostro Sodalizio.

Stiamo per lasciarci alle spalle le festività natalizie e, inutile negarlo, da giorno 7 gennaio, per noi confratelli, sarà l'inizio del countdown che ci porterà in Quaresima, una noiosa parentesi carnevalesca e fra qualche giorno, pochi rispetto a quelli trascorsi dalla passata Pasqua, sarà Quarantore, sarà Via Crucis, sarà Adorazione alla Croce, saranno i Misteri..i Misteri..e qui si blocca la mano, groppo in gola, pelle d'oca e riavvolgo il nastro..2 Gennaio punto!

Per adesso però concentramoci sul primo regalo dell'anno per tutti noi, il sito istituzionale con la nuova veste grafica, voluto dal nostro Consiglio di Amministrazione e realizzato dalla sapiente mano di Alessandro della Queva, officiale minore, webmaster, collaboratore nazzecanne, addetto alle relazioni esterne della Confraternita, insomma, un nuovo acquisto della squadra azzeccato e valente che sta fornendo, come tutti, il suo validissimo apporto alla causa.

Il sito è intuitivo, completo, caldo ..sembra di entrare in segreteria attraverso lo schermo ed è proprio quello che si voleva, riuscire a far avvicinare anche chi, magari a kilometri di distanza, vuole conoscere la realtà confraternale carmelitana a Taranto.

Contenuti multimediali, gallerie fotografiche, avvisi, news e il consueto link di richiamo al nostro "Nazzecanne" , troverete tutto e di più all'indirizzo http://www.confraternitadelcarmine.it/ .

A breve inoltre ci saranno novità in merito ad App svluppate per smartphone e tablet relative ai collegamenti web della nostra antichissima Confraternita .

Ora ricomposti i ranghi si ricomincia a marciare verso un 2015 storico.

DECOR CARMELI




























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